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Seconda Prigione
Seconda Prigione
Informazioni
Nazione Inferno
Governante Hades
Esercito Specter
Guardiano Cerbero
Pharao della Sfinge
Luoghi interni
Campo Fiorito
La Seconda Prigione è una imponente costruzione posta subito dopo la Valle del Vento, e rappresenta un punto di passaggio obbligato per chiunque attraversi l’aldilà diretto alla Giudecca.

Storia Edit

Fu edificato nelle epoche mitologiche da Hades stesso come luogo di prigionia per i golosi, tormentati da una pioggia incessante e destinati a diventare il pasto del mostruoso e gigantesco cane a tre teste, Cerbero. È custodita dallo Spectre Pharao della Sfinge, che per aspetto, Surplice e poteri è chiaramente collegato all’antico Egitto. Forse in suo onore, la Seconda Prigione è scolpita in modo da copiare fedelmente il tempio di Abu Simbel, fatto costruire nel 1244 A.C. da Ramsete II, ed anche le colonne ed il pavimento interno sono coperti da geroglifici. È qui che Pegasus e Andromeda incontrano per la prima volta Orfeo, che vive nel campo fiorito alle spalle della Prigione. Pur essendo vistosamente in rovina, forse a causa di Cerbero, la Prigione non è teatro di battaglie ma solo della prima schermaglia tra i Cavalieri e Pharaoh. Fuori scena dovrebbe essere attraversata anche da Sirio, Cristal, Kanon, Doko, e probabilmente Virgo ed Isabel. Alla fine scompare con il resto dell’Inferno.

Descrizione Edit

Come detto, la Seconda Prigione è identica al tempio egizio di Abu Simbel. Sembra scavata all’interno di una montagna dalle forme più o meno rettangolari. Su tre lati è solo nuda roccia, ma la facciata frontale è stata incavata in modo da scolpire a rilievo le figure di quattro faraoni, due su ciascun lato della porta, seduti su altrettanti troni con poggiapiedi. I faraoni, che nel tempio originale rappresentano il regnante dell’epoca, Ramsete II con in testa la doppia corona dell’Alto e Basso Egitto sono identici tra loro ed intatti. Se le dimensioni sono quelle del vero tempio di Abu Simbel, la facciata della Seconda Prigione è larga 35 metri, mentre le statue sono di 20 metri ciascuna. Accanto ai piedi delle statue ci sono altre figure, alte fino alle ginocchia del faraone, raffiguranti Nefertari, la moglie di Ramsete, la regina madre Mut-Tuy ed i suoi primi figli Amun-her-khepeshef e Ramsete, e le prime figlie di quest’ultimo: Bintanath, Baketmut, Nefertari, Meritamen, Nebettawy e Isetnofret. I poggiapiedi dei troni dei faraoni sono coperti di geroglifici ed alti un paio di metri circa. La Prigione è rialzata, collegata a terra da una rampa di scale centrale posta direttamente davanti all’ingresso. Quest’ultimo è un’apertura quadrata priva di porte, sopra la quale ci sono due immagini del faraone che venera Ra, il Dio-Falco, scolpito a rilievo in una nicchia. Ra stringe lo scettro e una piuma nella mano destra e Maat, la giustizia, nella sinistra. Questo è un riferimento ai poteri di Pharaoh, ma è anche strano che nelle prigioni di Ade si vedano immagini di divinità straniere. In cima alla facciata c’è una processione di babbuini con le zampe alzate a venerare il sole nascente.

Una volta varcata la soglia si entra nella Prigione vera e propria, avvolta nell’oscurità ed alta una trentina di metri circa. È un edificio quasi completamente in rovina, pieno di detriti di colonne spezzate e dove persino il pavimento, composto da blocchi di pietra rettangolari, è spesso accidentato o spaccato. Pur non venendo mai indicata apertamente, la causa di questi danni dovrebbe essere Cerbero, che vive da qualche parte all’interno della Prigione e divora i dannati. Considerando che il mostro è troppo grande per passare dalla porta principale, è possibile che esistano altre vie d’ingresso nell’edificio, anche considerando che non vediamo mai l’uscita che conduce al campo di fiori e verso la Terza Prigione. Pegasus nota che il luogo puzza come un letamaio, sempre a causa della presenza di Cerbero. Per il resto, tutte le colonne sono letteralmente coperte di geroglifici lungo l’intero fusto. Lo stesso dovrebbe valere per le pareti, che però vediamo a stento sullo sfondo, rese quase invisibili dalle tenebre. Quando Pharaoh sferra il suo colpo segreto compaiono geroglifici anche sul pavimento, ma dovrebbe trattarsi solo di parte della sua tecnica visto che in tutte le altre immagini i lastroni sono lisci e privi di fregi.

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