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Encelado
Normal 5BMarco Albiero5D-Gigantomachia6
Encelado (fan art di Marco Albiero)
(喊声のエンケラドス, Kansei no Enkeradosu)
Del grido di guerra
Debutto
Manga Roamnzo Gigantpmachia: volume 1
Doppiatore
Informazioni
Sesso Masculino Maschio
Armatura Adamas di Topazio
Rango Sacerdote
Specie Gigante
Base Monte Etna
Affiliazione Giganti di Tifone
Oggetti Bastone
Maschera
Famiglia
Parenti Fratelli:

Pallade
Toante
Agrio
Tifone

Abilità
Voce molto possente

Encelado del grido di guerra (喊声のエンケラドス Kansei no Enkeradosu?), è il sommo sacerdote dei Giganti e possiede una voce possente. La sua Adamas è di topazio, lunga come una veste talare e riccamente decorata, con una maschera da orco e un bastone con demoni spaventosi scolpiti sopra. Combatte contro Hyoga, ma viene interrotto dalla resurrezione di Tifone, a cui poi Encelado cede il proprio corpo, sacrificando la sua anima per il suo dio. Non sono noti i suoi colpi segreti.

StoriaEdit

Grande Sacerdote degli dei venrati dai giganti, Encelado venne sigillato coi suoi fratelli al termine della Gigantomachia. Tale sigillo (che il sacerdote pensava fosse opera di Atena ) fu posto dal suo dio Tifone, il quale sapeva che un giorno sarebbe tornato sulla Terra e che avrebbe avuto bisogno del suo aiuto.
Encelado e gli altri giganti furono infatti liberati secoli dopo, quando Tifone prese parzialmente possesso di un aspirante cavaliere, Mei , e lo usò per sciogliere i sigilli che imprigionavano Encelado, Agrio, Toante e Pallade. Sempre attraverso Mei, Tifone comunicò ad Encelado che, per tornare, avrebbe avuto bisogno di un sacrificio umano, e di una grossa quantità di sangue e cosmo.
Stabilitisi nelle caverne sotterranee dell'Etna, i Giganti causarono varie eruzioni, obbligando gli abitanti a fuggire dalla vicina Taormina, e ritrovarono l'altare sacrificale grazie al quale Tifone sarebbe tornato sulla Terra. Tale gesto attivò anche il Campo di Flegra, una barriera capace di indebolire e sottrarre il cosmo ai nemici entrati al suo interno, ma da cui Encelado e gli altri erano immuni grazie alle Adamas.

Desiderosi di vendicarsi su Atena per l'antica sconfitta, ma consapevoli di non poter sconfiggere da soli tutti i suoi cavalieri, i Giganti organizzarono un piano e decisero di rapire la sacerdotessa Yulij del Sestante, certi che alcuni cavalieri sarebbero venuti a salvarla.

Dopo aver incatenato Yulij in una caverna nelle profondità dell'Etna, dove i gas vulcanici l'avrebbero lentamente uccisa, Encelado uscì allo scoperto e si presentò ai nemici, mostrando la forza del suo cosmo, nascosto nella voce, ed informandoli del rischio corso dalla sacerdotessa, ma nascondendo astutamente le informazioni sul Campo di Flegra ed i piani per la resurrezione di Tifone. Mentre Agrio e gli altri affrontavano i nemici per far consumare loro più cosmo possibile, Encelado tornò nella caverna, dove si prese gioco di Yulij spiegandole la situazione e guardandole il volto privo della maschera rituale per umiliarla. Quando però la ragazza iniziò ad intuire troppo, il Gigante la mise fuori combattimento con un colpo del bastone.

Encelado rimase poi in attesa per l'arrivo dei nemici che, convinti di aver sconfitto i loro avversari, non tardarono. Tra loro vi erano anche Mei, sempre sotto copertura, ed un nuovo cavaliere, Cristal il Cigno, appena sopraggiunto. Anche se un pò preoccupato per le sconfitte dei suoi fratelli Encelado era segretamente soddisfatto perchè il Campo di Flegra aveva assorbito una grande quantità di cosmo dai nemici. Decisamente in vantaggio, il Sacerdote respinse gli attacchi di Hyogaù con una facilità tale da permettere ai cavalieri di accorgersi di essere più deboli del solito, e poi rivelò finalmente la verità sul Campo di Flegra, ritenendo che non fosse più necessario nascondere la cosa. Seiya cercò di reagire, ma Mei venne finalmente allo scoperto e lo trafisse alle spalle. Grazie a questo sacrificio di sangue, Tifone poteva finalmente tornare in vita.

Colmo di gioia, Encelado eseguì il rito necessario al ritorno di Tifone, che prese totalmente possesso del corpo di Mei e tornò in vita. Il Dio però si rivelò mentalmente instabile ed insoddisfatto di quel nuovo ricettacolo, e l'improvviso arrivo di Atena, giunta in aiuto dei cavalieri, fece peggiorare le cose per i Giganti. Bisognoso di cosmo e sangue per aumentare i propri poteri, Tifone uccise con un colpo solo Agrio e Toante, perforando le loro Adamas e trafiggendoli all'addome, e chiese ad Encelado di donargli il suo corpo. Felice di sacrificarsi per il proprio sovrano, il Gigante obbedì, permettendo allo spirito di Tifone di entrare dentro di lui, trasformando il suo corpo e sostanzialmente uccidendo la sua anima.

MitologiaEdit

Nella mitologia greca Encelado è uno dei Giganti originatisi dal sangue di Urano, e come i suoi fratelli fino alle cosce aveva forma umana, mentre al posto degli arti inferiori aveva squamose code di serpenti, anche se questa descrizione non è sempre stata seguita alla lettera nelle rappresentazioni pittoriche.

Con gli altri Giganti, Encelado partecipò alla cosiddetta Gigantomachia, la battaglia tra i Giganti e gli dei dell'Olimpo. Durante la battaglia Encelado tentò di fuggire ma la dea Atena lo sotterrò gettandogli sopra l'isola di Sicilia (l'Encelado del romanzo dimostra infatti molto odio nei confronti della Dea); l mito narra che l'attività vulcanica dell'Etna sia originata dal respiro infuocato di Encelado, mentre i tremori della terra durante i terremoti, dal suo rotolarsi sotto la montagna a cause delle ferite (miti simili sono narrati per Tifone).

Secondo il mito Encelado cercò di stuprare Atena, non a caso l'Encelado del romanzo esprime proprio il desiderio di volersi vendicare su Atena facendole provare la sua violenza.

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