FANDOM


Crono
[[File:

Cronos1

CronosSoums

|300px]]
(大神クロノス, Ookami Kuronosu)
Il grande dio

Il dominatore dei cieli

Debutto
Manga Episode G: capitolo 01 (spirito)
Doppiatori
Informazioni
Specie Divinità
Sesso Masculino Maschio
Tipo di Armatura Soma
Esercito Armata dei Titani
Divisione I dodici Titani
Affiliazione sé stesso
Rango Re dei Titani
Padre Urano
Madre Gaia
Zii Ponto
Fratello Iperione

Ceo
Giapeto
Crio
Oceano

Sorella Rea

Mnemosine
Temi
Teti
Teia
Febe

Figli Zeus

Ade
Poseidone

Sposa(o) Rea
Tecniche
Telos Oracle

Khaos Hyetos
Arkhein Phainomenon
Boato di Tenebra

Armi
Megas Drepadon

Sabbia Adamantina

Crono è uno degli antagonisti principali di Episode G e re dei Titani. Inizialmente si manifesta solo sotto forma di Cosmo, poi rcupera la sua forma umana ma viene privato della memoria dalla sorella Mnemosine, che la ridà al solo scopo di farlo piombare nella disperazione.

Crono e ChronosEdit

Il dio Crono (in greco Κρόνος) padre di Zeus nella mitologia era distinto da Chronos (in greco Xρόνος ), personificazione Tempo che appare in Next Dimension: la differenza sta non solo nella scrittura del nome, ma anche nel fatto era un dio esistente sin dalle origini dell'universo (nella mitologia orifica è egli stesso a crearlo), consorte di Ananke, l'inevitabilità da cui deriva l'iconografia di Padre Tempo .

In giapponese questa sfumatura si perde, poiché entrambi i nomi sono traslitterati Kuronosu, difatti il Crono dei Titani possiede anche degli attributi del Chronos personificazione del Tempo, ne è una prova la clessidra della Sabbia Adamantina, in grado d'incidere sullo scorrere del Tempo del pianeta Terra. Lo stesso Chronos non è immune a questa confusione, poiché nell'Hypermyth viene citato come divinità che esisteva prima del Big Bang, ma viene acnhe aggiunto che il mito lo ricorda come padre di Zeus[1].

StoriaEdit

Era MitologicaEdit

Come nel mito, Crono è l'ultimogenito di Urano e Gaia, viene addestrato da quest'ultima al fine di sconfiggere il compagno che bloccava nel Tartaro tutti i suoi figli e gli fa dono della sua Soma, la falce Megas Drepanon, che usa per uccidere il padre e spodestarlo; librando poi i fratelli e sorelle dal Tartaro. Con essi inizia a plasmare il mondo di nuove forme di vita e si unisce con la sorella Rea. Tuttavia, il padre prima di essere spodestato lo avvisa che lui stesso subirà il destino di venire ucciso dal proprio figlio, per ciò inizia a divorare i propri figli, finché Zeus, salvato da Rea stessa, riesce a sconfiggerlo e ucciderlo tramite il Keraunos ideato da Ceo e rubato dalla sorella e traditrice Mnemosine. Viene bandito nel tartaro nei millenni a seguire, mentre la sua temibile falce viene sigillata dalle saette di Zeus e celata nel luogo più sicuro della terra: sotto la statua della figlia Atena, nel suo santuario, protetta dai 12 cavalieri d'oro.

Era contemporaneaEdit

Lo spirito di Crono viene risvegliato da Ponto verso la fine del 20° secolo e questi inizia subito la sua campagna di vendetta. Aiutato da fratelli, primi tra tutti Iperione e Ceo, e da Saga, di cui plagia la mente; tenta subito di recuperare la sua soma e riprendere il dominio sulla terra. Come prima cosa dona al falso sacerdote di Atena la daga deicida con cui uccidere l'infante Saori e impedire cosi alla dea della giustizia di manifestarsi. Successivamente, tramite il suo cosmo oscuro libera sulla terra diverse creature mostruose allo scopo di sterminare l'umanità, purtroppo i cavalieri di Atena riescono ad ostacolare le sue ambizioni e quindi si reca direttamente al grande tempio per recuperare la propria arma e con essa il corpo. Ad attenderlo vi è Saga, il cui lato malvagio è disposto a sciogliere i sigilli di Zeus, ma la personalità fedele ad Atena prende il sopravvento e il cavaliere dei gemelli ingaggia battaglia con lo spirito divino, usando la stessa Daga dorata, capace di ferire e uccidere gli dei stessi, per sconfiggerlo. Crono maledice Saga, avvertendolo che un giorno anche lui verrà smascherato e le sue ambizioni finiranno per mano dei suoi nemici, ma il cavaliere tenta comunque di porre fine al duello, purtroppo la sua personalità malvagia riprende il controllo e fugge. Davanti a Crono però si erge Aiolia, che gli tiene testa, ma il dio sfrutta abilmente i fulmini del cavaliere d'oro per spezzare i sigilli di Zeus e liberare la sua arma, Aiolia tuttavia tenta di eliminarlo col Photon Burst prima che possa completarsi la sua reincarnazione, ma a difesa del dio giungono le6 dee sue sorelle, che lo salvano. Crono risorge, ma il suo corpo è quello di un bambino e non ha ricordo nella sua identità né dei suoi poteri. Le 6 dee quindi lo portano al Chronos Labyrintos al fine di porre rimedio alla situazione, sotto la falsa guida di Mnemosine, reale responsabile di questa situazione. Nonostante il suo stato, Crono ha ancora la facoltà di usare la sabbia adamantina per sconvolgere il flusso temporale del pianeta terra e riportarlo agli albori della vita. Poco tempo dopo viene trovato da Lythos che lo convince a cercare di fuggire con lui e insieme tentano di abbandonare il palazzo divino, trovando nel mentre Rea pietrificata da chissà chi, vengono poi aiutati nella fuga da un misterioso figuro che Crono stesso ipotizza essere una divinità. I 2 raggiungono il campo di battaglia ove Aiolia ha appena sconfitto Iperione e, per mantenere la promessa fatta a quest'ultimo, il cavaliere propone una convivenza pacifica sulla terra tra gli uomini e i Titani, ma in quel momento Ponto ordina a Mnemosine di restituire a Crono i ricordi, creando cosi una spaccatura nella personalità del dio, che decide di conquistare la terra per sé, ignorando il suo popolo e i suoi fratelli prigionieri nel Tartaro e distruggendo l'umanità e gli dei dell'Olimpo e attacca quindi Aiolia e mandando contro i suoi compagni gli ultimi 3 Giganti, posti a sua diretta protezione. Tuttavia, resta ancora legato a Lythos e le propone di seguirlo per andare a creare assieme una nuova vita sulla terra, al suo rifiuto Crono perderà ogni barlume di bontà e deciderà di distruggere tutto e tutti. Evocherà quindi i suoi 3 astri protettori, gli ultimi esponenti della stirpe dei nove Giganti, affinché lo affianchino nella battaglia finale contro Aiolia, ma verranno sconfitto dai compagni del cavaliere del leone e Crono si ritroverà nuovamente solo. Tuttavia questo non lo spaventa affatto e anzi sicuro della propria vittoria distrugge la Sabbia Adamantina, che gli consentiva di manipolare il tempo e conseguentemente aggravando gli sconvolgimenti temporali sulla Terra e accellerando il processo di distruzione del Chronos Labyrinthos (che va via via crollando con la morte dei vari Titani), affemrando che se non verrà sconfitto rapidamente entrambi i mondi soccomberanno. Quindi cambia anche aspetto alla sua Soma, che diventa più adatta alla lotta corpo a corpo rivelando cosi che può combattere anche senza l'uso di armi o Astri a dispetto dei suoi fratelli.

Poteri e AbilitàEdit

In quanto re dei Titani, Crono è il più potente guerriero della casta divina. Brandisce la temibile falce Megas Drepanon, con cui intende falciare la vita di tutti gli abitanti della Terra e del figlio parricida Zeus. A differenza delle altre Soma, la sua dispone di 2 forme differnti che rispecchiano la sua natura ambigua. La prima, che mostra ad inizio duello, è molto pomposa e ingombrante, impedisce praticamente di muoversi al dio, il quale lascia che siano le mani generate dal suo cosmo ad agire e presenta vissamente le lame della sua falce (una circolare sulla schiena e una che regge con entrmabe le mani). La seconda è più snella e viene usata da Crono per il corpo a corpo, il suo elmo presenta 2 volti similmente a quello di gemini

Ha la facoltà di richiamare a sé gli elementi naturali (eccetto il fulmine) e manipolarli in disastri apocalittici tramite la tecnica dell'Arkahin Phenomenos che scaraventa contro l'avversario. Inoltre può maledire i suoi nemici tramite il Telos Oracle.

Prima di essere liberato dal sigillo, si manifestava come un immensa figura spettrale umanoide, oscura, con molte mani; costituita di puro cosmo e quindi difficile da colpire con colpi convenzionali. Anche dopo la manifestazione del suo corpo materiale, è solito evocare ancora attorno alla sua Soma mani nere di cosmo che usa in battaglia sia in modo offensivo che difensivo, mentre lui personalmente rimane fermo.

Tramite la clessidra della Sabbia Adamantina, può influire sul flusso del tempo dell'intero pianeta e farlo regredire a suo piacimento. Difatti riporta in vita animali estinti come dinosauri e tigri dai denti a sciabola, oppure cambia la morfologia di vari luoghi, riportandoli com'erano millenni prima. Questo potere influisce anche sui morti, difatti diversi spettri e mummie delle tombe egizie iniziano a muoversi nel mondo.

Il suo cosmo oscuro può anche liberare e richiamare sulla terra mostri mitologici come le Arpie

Assieme ai suoi 11 fratelli è in grado di alimentare il simbolo divino del Theos Sema, un marchio infuocato che appare in cielo e spinge gli uomini alla follia e alla violenza. Esso alimenta anche le creature asservite ai Titani, come la Salamandra di Rea

Infine, le 3 lunghe trecce dei suoi capelli, gli consentono di evocare gli ultimi Giganti, i 3 Astri suoi protettori.

GalleriaEdit

NoteEdit

  1. raduzione della pagina dell'Hypermyth sull'origine dell'universo in lingua inglese sul sito Mu's Corner

Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.