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Apsu/Abzu
Divintà
Apsu
(アプス, Apusu)
Apsu, il dio dell'Oscurità (闇の神アプス, Yami no Kami Apusu)
Colui che governa su distruzione e creazione
Debutto
Anime Saint Seiya Omega 47
Doppiatori
Giapponese Jp Hikaru Midorikawa nel corpo di Kōga
Jp Nobuo Tobita
Informazioni
Sesso Masculino Maschio
Elemento Oscuridadp Oscurità
Famiglia
Reincarnazione/Ospite Kōga
Abilità
Marchio dell'Oscurità
Ali di Cosmo


Apsu è il Dio mesopotamico delle acque sotterranee, mentre in SS è l'incarnazione della materia ed energia oscura dell'universo. Nemico finale della prima serie di Saint Seiya Omega. Possiede un enorme cosmo di "Tenebre". Il suo potere viene evocato da Medea durante la lotta tra Mars e Atena, per distruggere quest'ultima. Fermato dall'egida della God Cloth della dea, il suo potere investe Mars e Koga. Dopo la sconfitta del dio dei Martian, Medea usa suo fratello Amor per trasferire l'oscurità di Mars a Koga e trasformarlo nel ricettacolo di Apsu, che ucciderà Amor per poi attaccare i restanti bronze infettandoli con l'oscurità. Sarà l'intervento di seiya a fermarlo e, assieme a Yuna, libereranno Koga. Apsu però riuscirà a catturare Atena e trasportarla nel mondo di tenebra che governa e li verrà affrontato da Koga col gold cloth di sagitter; grazie all'aiuto della luce di Aria riuscirà a sconfiggerlo. Apsu afferma di essere stato partecipe alla creazione dell'universo e che le divinità delle ultime generazioni (come Atena) gli hanno rubato il predominio sulla sua creazione.

Storia Edit

Apsu è l'incarnazione delle tenebre primordiali che costituivano l'universo antecedentemente al big bang e pertanto si autoproclama il "grande padre", ad indicare che tutto ciò che esiste gli appartiene e che ha il diritto di riprenderselo. A un certo punto l'universo gli venne in qualche modo sottratto da divinità ignote (evento che può essere ricollegato al big bang, che nell'ipermito è imputato al dio ancestrale Chronos) che lo resero un mondo di luce e materia adattandolo alla vita, ma il dio continuò a esistere per milioni di anni, ma non esercitò alcuna particolare influenza sulla Terra, ad eccezione della naturale oscurità, e dell’occasionale cosmo di tenebra con cui alcuni esseri umani nascevano. Una di questi, Medea, dopo essere stata perseguitata nel corso dell’infanzia proprio a causa del suo cosmo di tenebra, iniziò a ricordare con affetto la protezione offerta dal buio della notte, ed a mettere in moto un complesso piano per favorire il ritorno di Abzu sul pianeta. Approfittando di un conflitto in corso tra Mars, Dio della Guerra, e Atena, Dea della Giustizia, Medea invocò l’oscurità di Apsu, facendola cadere sul pianeta sotto forma di un meteorite di puro cosmo di tenebra. Atena riuscì ad arrestarlo, ma non poté impedire all’oscurità di invadere Mars e contagiare anche un neonato di nome Koga.

Alimentato dall’odio e dal rancore di Mars, Apsu iniziò a risiedere nella sua armatura, chiamata Galaxy Mail, e gli fornì nuovi poteri, come la capacità di menomare Atena ed i suoi Cavalieri più forti con ferite di tenebra che impedivano loro di espandere il cosmo, e di assorbire Pegasus, primo paladino della Dea. L’oscurità di Mars però era limitata, e tale azione lo obbligò a tredici anni di riposo, durante i quali Atena fece del giovane Koga un nuovo cavaliere di Pegasus. Al risveglio di Mars, Apsu continuò ad alimentarlo e sostenerlo, manifestandosi occasionalmente come un’aura demoniaca.

Al termine di una lunga battaglia, Mars venne finalmente sconfitto da Koga e dai suoi compagni, tra cui Eden, figlio del Dio e di Medea. Non prima, però, di aver spostato la maggior parte del cosmo della Terra su Marte, portando il pianeta vicino alla distruzione. Prelevata da Medea, l’oscurità di Abzu venne inserita prima nel corpo di Amor dei Pesci, fratello della donna, e poi in quello di Koga, dove si sommò alle tenebre che il ragazzo possedeva già sin dall’infanzia. Ulteriormente potenziata da una visione traumatica che Medea fece vivere a Koga, l’oscurità prese il sopravvento sul ragazzo, permettendo ad Abzu di risorgere ed affermare la propria volontà. Ucciso immediatamente Amor, che aveva cercato di prendere per sé il potere, Abzu rivolse la propria attenzione su Atena, imprigionata a poche centinaia di metri di distanza da lui.

A cercare di fermarlo intervennero i compagni di Koga: Soma, Ryuho, Haruto, Yuna ed Eden. Pur velatamente trattenuto dalla volontà di Koga, Abzu si sbarazzò facilmente dei primi quattro ed ingaggiò una feroce battaglia con Eden, finendo per soverchiarlo completamente e contagiarlo con le proprie tenebre. Stessa sorte toccò a Soma, Haruto, Ryuho e Yuna al loro secondo tentativo, lasciando Atena praticamente indifesa. Quando anche l’ultima disperata resistenza di Eden, armato di uno scettro colmo della luce di Atena, venne rimossa, sembrò che nessuno più potesse impedirgli di uccidere la Dea e trasformare il mondo in un ricettacolo di tenebre. A contrastarlo però ricomparve Pegasus che, insieme a Yuna, riuscì a scacciare lo spirito di Abzu dal corpo di Koga al termine di una dura battaglia.

Deciso a non lasciarsi sconfiggere proprio quando era ad un passo dalla vittoria, il Dio raccolse tutta la propria oscurità per creare una dimensione di tenebre, ed espanderla al punto da oscurare persino il sole. Rapì poi Atena, trascinandola nel suo regno per ucciderla. Koga, l’unico ad essere privo di ferite di tenebra, si lanciò all’inseguimento, così Abzu decise di accoglierlo con il suo corpo originario (vedi Note), per cercare di riportarlo dalla sua parte. Dopo essersi reso conto che ormai il Cavaliere era immune alla sua oscurità, il Dio lo attaccò con forza per liberarsene, continuando ad affermare nel frattempo il suo diritto di possedere il mondo che lui stesso aveva creato millenni prima. Dal canto suo, Koga continuò a resistergli, ribadendo il diritto degli esseri viventi di tenersi il luogo in cui vivono, e alla fine riuscì persino a ferirlo al viso.

Seccato da questa testardaggine, Abzu diede fuoco al braccio dell’avversario, promettendo di salvarlo in cambio della sua fedeltà. Ancora Koga si rifiutò e, grazie all’aiuto dei cosmi dei compagni, ribaltò per un po’ la situazione, riuscendo a distruggere Abzu e salvare Atena. Ricomposto il suo corpo, il Dio si lanciò furiosamente all’inseguimento, riportandosi gradualmente in vantaggio pur senza riuscire ad impedire a Koga di far fuggire Atena. Incapace di comprendere le motivazioni dell’avversario, un sempre più selvaggio Abzu lo costrinse in ginocchio ed arrivò ad un passo dal colpo di grazia, ma quest’ultimo fu bloccato dalla punta dello scettro di Atena che, andando in pezzi, inondò entrambi di luce. Improvvisamente indebolito, il Dio non poté difendersi dai pugni di Koga e venne disintegrato.

Poteri e abilitàEdit

Apsu, in quanto dio ancestrale e procreatore dell'universo primordiale, è una delle entità più potenti che si conoscono (paragonabile solo a Chronos e Saturno).

La sua abilità principale consiste nel controllo e nella manipolazione dell'oscurità in forma fisica ed energetica, sopratutto come maledizione di tenebre, una capacità che gli permette di marchiare ogni individuo (sia esso mortale o divinità) e prosciugarne le forze ogni volta che fa ricorso al cosmo, il che lo rende virtualmente capace di sconfiggere quasi ogni avversario possibile (come Kouga, suo temporaneo ospite, è l'unico essere noto che non possa essere maledetto). Il suo potere sulle tenebre è tale da permettergli addirittura di plasmarle come un mondo proprio a se stesse, le cui dimensioni sono tali da superare la Terra e Marte.

Apsu, come altre divinità antiche come i Titani, predilige il combattimento corpo a corpo (sopratutto per poter infettare i suoi nemici con le tenebre) e possiede lo stile di lotta più violento e dissetato tra tutti i guerrieri della serie, come non esita a usare ogni risorsa e causare qualsiasi danno collaterale per di sovrastare l'avversario.

Anche in una forma disincarnata, come quella del meteorite di tenebra, Apsu è ancora abbastanza potente da poter respingere Atena al massimo delle sue forze e creare crepe e fratture sulla sua God cloth/Kamui, distruggendone interamente l'emo, eguagliando un impresa compiuta da un dio come Chronos in Next Dimesion (ove egli scheggia invece l'Egida della dea)

Oltre a ciò può scatenare la furia degli altri 5 elementi (acqua, fuoco, tera, vento e fulmine) a piacimento.

CuriositàEdit

  • La caratteristiche femminili e dragoniche del vero corpo di Apsu possono essere un riferimento alla dea Tiamat, sposa mitologica di Apsu; era la grande madre degli dei dal cui corpo fu forgiato l'universo dal dio Mardok
  • Sebbene sia il dio incarnazione delle tenebre stesse, nel corso del 51° episodio Apsu dimostra di poter manipolare largamente anche tutti e 5 gli elementi minori: il suo mondo è ricolmo d'acqua (probabile riferimento alla controparte mitologia, per l'appunto un dio delle acque), è in grado di plasmare scalinate di roccia e legare Atena con dei viticci (manipolazioni dell'elemento della terra), nel torturare Atena usa una sorta di vento maligno, è in grado di far ardere il braccio di Kouga in una fiamma inestinguibile e durante il combattimento col suddetto saint, dalla sfera di tenebre del suo mondo si disperdono fulmine e saette che ricadono su Marte
  • Nonostante ci si riferisca ad Apsu come un entità al maschile è più probabile che, come divinità ancestrale, sia un essere asessuato, mentre il corpo che plasma per interagire con Atena e Kouga è androgino (sia maschile che femminile)

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